Io non amo l’estate, non amo esibire pezzi di pelle lattea, nascondermi dal sole e sudare comunque.
Sarà perché sono di gennaio, sarà perché sono metà trentina, ma io vivo meglio d’inverno. Anche un clima dolce primaverile e autunnale non mi dispiace. Ma il periodo che va da metà giugno a metà settembre per me è una tortura. Ci ho anche provato ad abbronzarmi, ma dopo 15 giorni di mare e sole divento color patatina fritta e dopo 2 giorni dal ritorno in città torno al colore di sempre. Quando va bene. Quando va male comincio a sfogliarmi a più strati.
Il mio fototipo dice “non esporre alla luce del sole”
Non amo svestirmi al sole. Trovare dei vestiti adatti all’afa padana è sempre un problema e con i piedi gonfi non riesco a mettere altro che ciabattine, con conseguente distruzione di dita e unghie dei piedi.
Per non parlare dei capelli. Che belli i capelli lisci, sono subito a posto. Peccato che se si lasciano asciugare all’aria si diventi la versione vivente di un mocio vileda. Magari pocciare la testa nell’acqua del secchio potrebbe essere una soluzione.
Poi ci sono le zanzare, una volta era solo di notte, ora ci sono anche di giorno.
In una stanza con 20 persone, non hanno dubbi , io sono il pasto migliore. Ma anche se sono da sola e ricoperta dalla testa ai piedi di autan continuerannno a giorarmi intorno, fino a scoprire il pezzettino di pelle non trattato a dovere e pungere consecutivamente per almeno 3-4 volte.
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