Creatività per me è sempre stata una parola un po’ astratta.
Diciamo che nelle faccende che richiedono manualità mi trovo meglio a cambiare una presa ad un phon che a disegnare o a modellare.
Le prime cose che ricordo dei lavoretti di bambina sono stati il ricamo, l’uncinetto e il lavoro a maglia.
Il ricamo è durato ben poco per il groviglio di fili (stavo per dire di cavi, deformazione professionale) che mi dovevo ritrovare a gestire.
L’uncinetto era la mania della nonna, cercava sempre di insegnarmelo e io puntualmente mi dimenticavo tutto.
Il lavoro a maglia era la passione di mamma invece. Cercò di insegnarmi verso l’inizio dell’adolescenza. L’unica cosa di cui ho ricordo di allora è un maglione nero che ho usato durante il mio periodo dark e venni supportata nella gestione del collo dei polsini e dell’innesto maniche, perchè più di una cosa dritta non sapevo fare. Qualche anno fa ho voluto riprovare con una sciarpa. E’ una sciarpa molto artigianale, si allarga e si restringe a seconda del numero di punti che prendevo nel ferro…
In compenso a 12 anni avevo smontato e rimontato il mio stereo e facevo enormi astronavi di lego per mio fratello di 6 anni.
Approdata all’ITIS ho avuto qualche problema con il disegno tecnico del biennio e con la chimica della seconda, ma in terza nessun problema appena messo mano su una tastiera…
Per anni, dopo la scuola sono rimasta fedele ai miei principi. Ok per il cacciavite, un po’ meno con il saldatore, e vita alla tastiera.
Le prima avvisaglie di un nuovo corso le ebbi a fine 2002, dopo un intervento che mi bloccò a casa per 3 mesi. E pensai “pasta al sale”. Non avevo in mente un corso di cucina, ma un libro in cui c’era delle splendide decorazioni fatte con questo impasto che viene poi cotto per indurirlo. L’unica cosa decente che produssi furono delle decorazioni per l’albero di natale fatte con gli stampini per i biscotti…
E arriviamo al 2003.
Casa nuova, tanto spazio rispetto a quella precedente. Da piccola voleva fare l’architetto, da grande darò finalmente spazio alla mia creatività facendo la sistematrice di interni… Metro alla mano per cercare la soluzione migliore. Ogni 6 mesi circa.
La prima grande opera doveva essere l’apertura di una porta da una parte e la chiusura dall’altra… Ora non c’è più la parete.
Uno dei difetti della casa è l’entrata direttamente in soggiorno, con la porta in mezzo ad una parete. Mettiamo che un’altra parete è praticamente solo portafinestra, una l’abbiamo buttata giù e sull’ultima c’è la scala in legno per salire in mansarda.
Volevo più parete e soprattutto volevo un ingresso. Da 3 anni c’è una parete (autoprodotta) in cartongesso (e quasi comincio ad esserne stufa…)
In questo periodo mi sto portando verso lavori meno elaborati (per finire la parete in cartongesso ci sono voluti i weekend di 2 mesi).
Il primo progetto, quasi finito, è l’interpretazione in legno della libreria di design. Proporzione costo 1:10.
Ora sto cominciando a lavorare al secondo progetto, la poltrona di cuscini. Anche questa è un’interpretazione con una proporzione costo di circa 1:10. Il problema più grosso è trovare il materiale per ricreare il contenitore dei cuscini. Pensavo a quelle tovaglie di plastica trasparente, ma finorà ne ho trovate solo con enormi fiori stampati.
Cucire dritto ora non è più un problema, da quando ho comprato la macchina, riesco a fare anche l’orlo ai pantaloni