Il mio secondo barcamp

Forse dovrei scrivere un post pieno di link e recensioni.Ma che dire in più di quanto hanno detto altri?

Non posso parlare con cognizione di causa dell’argomento di questo barcamp, perché il mio lavoro con il web non ha nulla a che fare. Però ho seguito alcuni speech con molto interesse, anche se non applicherò molti concetti alla mia quotidianità.

Per tutti quelli ho conosciuto o rivisto posso solo dire grazie per avermi fatto sentire a mio agio, ho fatto meno tappezzeria del solito. Non faccio nomi, non mi va, perché non ci sono persone più e persone meno, ma penso che ci sarà chi mi leggerà e saprà di cosa sto parlando.

Ringrazio Fran per l’ottima organizzazione (questo è dovuto).

EDIT: Dimenticavo la cosa fondamentale: sabato ho passato la giornata al ParmaWorkcamp e la sera alla prima GGD Bologna.

Ospitate

Questa settimana sono ospite sul blog di Grazia.

Il primo post è andato. Ora devo scriverne almeno altri 2.

Vita vissuta

A 18-19 anni sei una ragazzina piena di sogni che cerca di seguire la sua propria strada.

Quando lo sono stata io non era ancora così scontato e diffuso che la propria strada fosse indicata solo dalla scelta dell’università. Il periodo era buono e tutti trovavano lavoro subito dopo la scuola superiore. Io l’ho fatto. Ho scelto di lavorare invece che studiare ancora, per vari motivi. Ma non è di questo che volevo parlare. Quello che voglio raccontare è la vita di un’altra persona, che frequentavo spesso a quell’età e che ho continuato a frequentare a fare alterne fino ad un paio di anni fa.

Il grosso problema di una ragazza che allora faceva le magistrali era già la precarietà. Fare la maestra voleva dire entrare nel giro casuale delle supplenze. E la ragazza, che aveva già una casa pagata e un fidanzato da sposare, dopo la maturità decise che lei voleva una vita tranquilla, con uno stipendio regolare e tra i molteplici annunci di lavoro, che riempivano le pagine del quotidiano locale, decise di rispondere all’inserzione di richiesta per assistente alla poltrona di un dentista, lavoro semplice, tranquillo, remunerato il giusto.

Cominciato a lavorare, la ragazza si accorse che a 20 anni non era il caso di sposarsi e di andare ad abitare in un posto un po’ fuori dal mondo, liquidò fidanzato e casa e cominciò a fare la sua vita tranquilla come assistente alla poltrona. Come tutti, trovava persone sbagliate di cui si innamorava perdutamente, si faceva maltrattare un po’ e poi tornava sulla retta via.

Fino al giorno in cui il dentista decise di chiudere l’attività.

Era passato ormai un decennio, lei non era più una ventenne e il mercato del lavoro non era più così semplice. L’unico impiego che trovò era come cameriera, aveva già fatto esperienza in una pizzeria, dove arrotondava negli ultimi anni del suo lavoro. Una nuova casa, un nuovo fidanzato, la vita che sembra riprendere i suoi binari.

Ma i conti ancora non tornano, comincia ad esserci crisi e un’altra volta il datore di lavoro decide di chiudere l’attività. Dopo 20 anni ormai il suo diploma magistrale non serve più a nulla, l’unico lavoro che può cercare è quello di cameriera e lo trova in un bar, in centro città, quello che spesso frequenta una coppia di amici, che ogni tanto mi racconta di averla vista.

Io sono due anni che non la vedo, ma se penso a lei fra 10 anni la vedo come in un film, come quelle cameriere americane un po’ attempate con il grembiulino e la brocca di caffè, che nella vita ne hanno passate molte eppure sono ancora li, nel locale a servire caffè.

il mio articolo per la GGD

Oggi il blog di GGD Italia ospita un mio post sul software da utilizzare per essere una ragazza sempre connessa, come mi hanno definita nella mini bio introduttiva:  Software per connessioni in mobilità

Riletto dopo alcuni giorni penso che avrei potuto fare di meglio, ma dai, è solo il primo :) .

Deriva

Dopo la valutazione annuale che lascia sempre l’amaro in bocca, mi ritrovo a lavorare in un ambiente dove i silenzi sono più delle parole.La sensazione è quella di una nave alla deriva, dicono che qualcuno è arrivato ad aggiustare i motori,  ma la direzione che segue è sempre causale. E quando le proprie capacità vengono sminuite da chi non è mai presente e non c’è possibilità di nessun miglioramento, alla soglia dei quarantanni mi ritrovo a pensare (ancora) che forse ho sbagliato alcune scelte di vita.

I fatti miei

A volte mi chiedo se dovrei scrivere più spesso sul blog dei fatti miei. Non so, proprio come un personal log, la trasformazione di tutte le agende cartacee che stanno in uno scatolone nel sottotetto. Ho smesso quel tipo di diario circa 10 anni fa, in uno dei passaggi della mia vita. Quando sono andata a vivere da sola, ho deciso che forse era ora di voltare pagina, letteralmente, e chiudere la copertina dell’ultimo quaderno. 

Quindi no, non ho nessuna voglia di parlare di come vanno quelle giornate che sono sempre uguali, quelle in cui la sveglia suona sempre alla stessa ora, per otto ore si svolgono in ufficio e nelle successive cinque a casa. Non c’è nulla di originale o di interessante in queste giornate qui, nulla per cui vale la pena perdere tempo ad usare la tastiera.

Vr-Mi

E così sono riuscita ad iscrivermi alla mia prima GGD. Nonostante non sia una cena, nonostante non sappia ancora come muovermi, nonostante l’argomento. O forse proprio per l’argomento, qualcosa di cui non so nulla, ma alla mia tenera età forse sono proprio le cose che non conosco quelle che devo cominciare a comprendere, troppo facile restare nel mio campetto di esperienza. Con quello non andrò certo lontano, anzi resterò sempre confinata nei 10 km del raggio della mia vita. E invece dovrei muovermi sempre, almeno mentalmente, dovrei impormi di percorrere km e km anche restando ferma.

Senza Parole

Io sto zitta perché non ho l’intensità nelle parole e forse neanche nei pensieri. Questo non vuol dire che non ho una mia idea precisa sulle cose, solo che spesso faccio fatica ad esprimerla. Una volta mi nascondevo dietro il fumo di una sigaretta, poi ho avuto il coraggio di tenere solo il mio velo di timidezza.

E a volte no, le parole proprio non mi vengono.

Dimenticanze

Anche oggi mi sono dimenticata il foglio con il post. L’ho scritto ieri sera prima di leggere qualche pagina di un libro, sul blocco che tengo nel comodino per quando mi viene l’ispirazione. In fondo era un post come tanti altri, sull’insoddisfazione che mi prendere dopo giornate lavorative in cui arrivano solo rogne e problemi. Era un post in cui riflettevo sul fatto che alla mia età dovrei essere ormai arrivata a qualche risultato professionale e invece continuo a tendere a qualcosa di diverso. Era un post in cui mi chiedevo se avrò mai la volontà di cambiare la mia testa e di pensare in maniera alternativa alle mie capacità. Sempre le solite cose, alla fine.

Nordestine

Nordestine

Inserito originariamente da dottoressadania

Considerato che odio farmi fotografare e filmare, devo dire che è stata proprio una bella serata.
Grazie a tutte.