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Un passo alla volta

Sono stata 3 giorni a casa in malattia. Più i due del weekend passato, fanno 5 giorni in cui, a parte i malesseri vari, sono stata sul divano, davanti al portatile, a fare tutt’altro rispetto a quello che faccio ogni giorno.

Mi sono divertita a creare qualcosa da zero, a cercare di capire le esisgenze di un gruppo.

Ho faticato, e non poco, nel mettermi nei panni dell’utente medio del gruppo,  per cercare di fare qualcosa che l’utente potesse usare. Io vorrei che tutti sapessero usare la tecnologia per quello che è per me, una facilitazione nella vita quotidiana, e invece mi rendo conto che per molti è ancora qualcosa di distante, non una scorciatoia, ma un ostacolo.

Nel virtuale è tutto facile, basta un attimo per avere accesso agli strumenti che si desiderano. Nel reale la maggior parte di questi strumenti non è conosciuta. Quello che per me è un linguaggio assolutamente comprensibile, per molti è solo un accozzaglia di parole senza senso.

Vanno fatti piccoli passi alla volta per riuscire ad arrivare a coprire una distanza minima.

E’ una soddisfazione quindi essere riuscita ad arrivare a far compiere il primo passo. Evitare di far girare il cartaceo. Centralizzare le richieste in un unico punto. E da dietro le quinte tirare le fila per fare in modo che non si perdano per strada.

Forse ho capito cosa mi piacerebbe fare da grande, ma per ora mi accontento di farlo nel mio piccolo gruppo, per puro divertimento.

Community reale

La domanda che mi sto ponendo in questi giorni è se e come sia possibile utilizzare strumenti sociali per un qualcosa che si vive nel reale.

Nel mio caso tutto parte con l’adesione ad un GAS (Gruppo Acquisto Solidale). In un gruppo di acquisto l’interazione fra i partecipanti è una delle componenti più importanti, proprio per la natura stessa del gruppo. Normalmente questa avviene l’ultimo giovedì del mese, come riunione di tutti i componenti con la discussione di un ordine del giorno. Le riunioni sono sicuramenti fondamentali (ieri per esempio abbiamo fatto l’assaggio della pasta biologica e con l’occasione ci siamo ritrovati con un tris di primi, un secondo e tre dolci!), ma quando il numero di persone comincia ad essere elevato, la confusione non permette di gestire alcune cose al meglio.

Per prima cosa per il GAS è stato creato un gruppo su Yahoo!, chiunque voglia partecipare si iscrive e cominicia a ricevere le mail con le comunicazioni. Questo gruppo ha un duplice scopo, tenere traccia degli iscritti e inviare comunicazioni inerenti all’attività del GAS.

Ma è sempre un invio di mail a più persone e i thred delle conversazioni si riversano nella casella di posta di ogni partecipante. Più la conversazione viene portata avanti, meno i partecipanti riescono a seguirla.

Si è pensato quindi al blog, come fonte di informazione e di conversazione tra i partecipanti. Una possibilità di interazione non in tempo reale, ma che permette a chiunque di osservare le attività del gruppo e di commentare le informazioni che vengono date.

Inoltre, chiunque del gruppo più crearsi un account su wordpress e chiedere di poter postare sul blog (o meglio, inviterò i membri del gruppo ad iscriversi su wordpress), in modo da condividere al meglio le informazioni di cui può disporre.

Il problema che ho riscontrato, in questo caso, è una sorta di timidezza, dettata dalla non conoscenza del mezzo, la risposta tipica quando dico che postare sul blog è una semplice e alla portata di tutti è “si per te è facile, visto che sei informatica!”. E si può continuare a cercar di far capire che è un strumento, basta imparare i comandi, ma finchè non c’è l’utilizzo reale non c’è la comprensione.

Il blog dovrebbe servire anche da mezzo per poter gestire in maniera più semplice ed automatica gli ordini. Dopo aver provato varie soluzioni di input attraverso form, dovrò tornare al foglio di calcolo di Google Docs sharato tra i componenti del gruppo, dove ognuno farò quello che ora fa sulla stampa cartacea dello stesso, cioè indicare le quantità dei vari prodotti sulla colonna in cui apporrà il nome. Il problema in questo caso non è chi crea l’ordine, ma chi lo riceve. Il caseificio di formaggi biologici vuole il foglio excel in un certo formato e le mie semplificazioni per gli utenti non permettevano una formattazione equivalente.

Non sono molto convinta della cosa, ma per ora metterò online questa soluzione, in attesa di trovare qualcosa di alternativo.

Vorrei alla fine arrivare a realizzare una community, aperta ai soli iscritti, che permetta di gestire un calendario con le scadenze, faccia comunicare i componenti tra di loro in maniera semplice ed interagisca con blog ed ordini.