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Direzioni

Sto cominciando a guardare in qualche direzione.

Il problema è che nel pensare a cosa mi piacerebbe fare è uscita una specie di vena creativa che sto seguendo in questi giorni. Per questo non sono stata molto online, è difficile seguire mentre si sta utilizzando un trapano.

E mentre usavo il trapano ho pensato di voler condividere quello che stavo facendo, così ho aperto un nuovo blog e l’ho chiamato recreathing. Ci posterò le mie creazioni e tutto quello che mi colpisce nell’arte del rinnovo e del riciclo.

Mi sto anche muovendo in un’altra direzione, conseguenza diretta del mio stile di vita e di appartenenza al GAS. Quando si partecipa attivamente ad un GAS si entra in una rete che coinvolge tutti i gas della zona. Questo permette di conoscere persone che fanno cose diverse e quindi di rivolgersi a loro quando serve una consulenza.

Qualcuno ha cominciato a rivolgersi a me perché sono l’esperta informatica e quindi posso aiutare nella gestione, visto che lo faccio per il mio GAS. Poi da cosa nasce cosa e si comincia a passare ad altre richieste.

Nello stesso tempo ci sono anche le mie “vecchie” competenze che tornano fuori.

Insomma sono come ad un incrocio. Non so ancora qual è la direzione, e, soprattutto, se voglio scegliere.

Servizi alternativi

Al RomeCamp una delle sessioni si intitolava GAS 2.0. Ho assisito alla presentazione delle quattro ragazze sperando in qualche idea per il mio progetto, ma in questo caso le mie aspettative sono state del tutto disattese.

L’argomento di questo camp era incentrato su come utilizzare i servizi di un GAS senza le “rogne” di appartenenza al GAS.

I Gruppi di Acquisto Solidale pongono l’accento sulla sulla parola solidale, in virtù della necessità di agire in maniera che i propri gesti vadano in qualche modo rivolti verso gli altri. L’importanza dell’appartenenza al gruppo va quindi ricercata in un nuovo modo di gestire gli acquisti.

Troppo facile restare a casa ed attendere.

Entrare nel gas vuol dire arrivare ad una consapevolezza che magari non si ha quando si arriva in una realtà del genere, ma che si deve generare proprio con l’unione di più persone su temi importanti come l’ecologia, l’acquisto a Km 0, la qualità del prodotto. Se non si partecipa alle riunioni, come si può attuare un cambiamento?

Se è difficile entrare in un GAS per problemi logistici, allora preferisco la scelta di alcuni, di utilizzare un servizio come bioexpress, che propone articoli di un certo livello senza utilizzare delle etichette “alla moda” per agevolarsi il lavoro, ma che, invece pone l’accento sul biologico e sul servizio a domicilio in maniera corretta.

Un passo alla volta

Sono stata 3 giorni a casa in malattia. Più i due del weekend passato, fanno 5 giorni in cui, a parte i malesseri vari, sono stata sul divano, davanti al portatile, a fare tutt’altro rispetto a quello che faccio ogni giorno.

Mi sono divertita a creare qualcosa da zero, a cercare di capire le esisgenze di un gruppo.

Ho faticato, e non poco, nel mettermi nei panni dell’utente medio del gruppo,  per cercare di fare qualcosa che l’utente potesse usare. Io vorrei che tutti sapessero usare la tecnologia per quello che è per me, una facilitazione nella vita quotidiana, e invece mi rendo conto che per molti è ancora qualcosa di distante, non una scorciatoia, ma un ostacolo.

Nel virtuale è tutto facile, basta un attimo per avere accesso agli strumenti che si desiderano. Nel reale la maggior parte di questi strumenti non è conosciuta. Quello che per me è un linguaggio assolutamente comprensibile, per molti è solo un accozzaglia di parole senza senso.

Vanno fatti piccoli passi alla volta per riuscire ad arrivare a coprire una distanza minima.

E’ una soddisfazione quindi essere riuscita ad arrivare a far compiere il primo passo. Evitare di far girare il cartaceo. Centralizzare le richieste in un unico punto. E da dietro le quinte tirare le fila per fare in modo che non si perdano per strada.

Forse ho capito cosa mi piacerebbe fare da grande, ma per ora mi accontento di farlo nel mio piccolo gruppo, per puro divertimento.

Community reale

La domanda che mi sto ponendo in questi giorni è se e come sia possibile utilizzare strumenti sociali per un qualcosa che si vive nel reale.

Nel mio caso tutto parte con l’adesione ad un GAS (Gruppo Acquisto Solidale). In un gruppo di acquisto l’interazione fra i partecipanti è una delle componenti più importanti, proprio per la natura stessa del gruppo. Normalmente questa avviene l’ultimo giovedì del mese, come riunione di tutti i componenti con la discussione di un ordine del giorno. Le riunioni sono sicuramenti fondamentali (ieri per esempio abbiamo fatto l’assaggio della pasta biologica e con l’occasione ci siamo ritrovati con un tris di primi, un secondo e tre dolci!), ma quando il numero di persone comincia ad essere elevato, la confusione non permette di gestire alcune cose al meglio.

Per prima cosa per il GAS è stato creato un gruppo su Yahoo!, chiunque voglia partecipare si iscrive e cominicia a ricevere le mail con le comunicazioni. Questo gruppo ha un duplice scopo, tenere traccia degli iscritti e inviare comunicazioni inerenti all’attività del GAS.

Ma è sempre un invio di mail a più persone e i thred delle conversazioni si riversano nella casella di posta di ogni partecipante. Più la conversazione viene portata avanti, meno i partecipanti riescono a seguirla.

Si è pensato quindi al blog, come fonte di informazione e di conversazione tra i partecipanti. Una possibilità di interazione non in tempo reale, ma che permette a chiunque di osservare le attività del gruppo e di commentare le informazioni che vengono date.

Inoltre, chiunque del gruppo più crearsi un account su wordpress e chiedere di poter postare sul blog (o meglio, inviterò i membri del gruppo ad iscriversi su wordpress), in modo da condividere al meglio le informazioni di cui può disporre.

Il problema che ho riscontrato, in questo caso, è una sorta di timidezza, dettata dalla non conoscenza del mezzo, la risposta tipica quando dico che postare sul blog è una semplice e alla portata di tutti è “si per te è facile, visto che sei informatica!”. E si può continuare a cercar di far capire che è un strumento, basta imparare i comandi, ma finchè non c’è l’utilizzo reale non c’è la comprensione.

Il blog dovrebbe servire anche da mezzo per poter gestire in maniera più semplice ed automatica gli ordini. Dopo aver provato varie soluzioni di input attraverso form, dovrò tornare al foglio di calcolo di Google Docs sharato tra i componenti del gruppo, dove ognuno farò quello che ora fa sulla stampa cartacea dello stesso, cioè indicare le quantità dei vari prodotti sulla colonna in cui apporrà il nome. Il problema in questo caso non è chi crea l’ordine, ma chi lo riceve. Il caseificio di formaggi biologici vuole il foglio excel in un certo formato e le mie semplificazioni per gli utenti non permettevano una formattazione equivalente.

Non sono molto convinta della cosa, ma per ora metterò online questa soluzione, in attesa di trovare qualcosa di alternativo.

Vorrei alla fine arrivare a realizzare una community, aperta ai soli iscritti, che permetta di gestire un calendario con le scadenze, faccia comunicare i componenti tra di loro in maniera semplice ed interagisca con blog ed ordini.