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Nuova vita?

Primi giorni senza un lavoro.
Per ora mi sembra di fare uno di quei periodi di ferie lunghe in cui non si è pianificato nessun viaggio e si resta a casa indecisi tra il non fare nulla e lo sensazione di non fare quello che si dovrebbe fare. Un imprinting dato da anni a gestire sempre la stessa routine.
In questi giorni mi sento vuota, fuori da ogni conversazione, mi autoescludo da tutto quello che è social.
Un momento di transizione fino a fine anno. Poi arriva capodanno e si devono pensare i soliti buoni propositi. Io quello per il prossimo anno ce l’ho già. Evolvere.
Anche se, quando mi chiedono cosa farò, mi viene un attimo di panico e da rispondere non lo so. Poi mi riprendo e trovo un modo per spiegare che per ora provo a studiare qualcosa di nuovo. E’ un percorso a vista, non so mai quando arriverà la prossima curva, e non ho neppure una mappa per orientarmi prima.

Dopo 20 anni

Dopo 20 anni le persone di solito sono cambiate. Che poi bisogna capire di quali 20 anni si parla. dalla nascita ai 20 il cambiamento è enorme. Dai 20 ai 40 dipende.

Io sono cambiata sì, sicuramente sono una persona migliore adesso di quando avevo 20 anni. La mia vita adulta è stata tutta uno smussare ed addolcire. Se sono difficile adesso, non voglio ricordare come ero allora.

Sono cambiata anche fisicamente. Sul mio flickr ci sono delle foto di 15 anni fa. L’unica che ho a portata di mano dei 20 è quella sulla patente. Sicuramente confrontandomi con quella sono cambiata, anche se la pettinatura è la stessa, gli occhi sono gli stessi, il broncio è sempre quello.

Stasera vedrò come sono cambiate persone che non vedo da 20 anni. Sarà come una foto di classe, tutti insieme.

Io spero di essere quella invecchiata bene.

I fatti miei

A volte mi chiedo se dovrei scrivere più spesso sul blog dei fatti miei. Non so, proprio come un personal log, la trasformazione di tutte le agende cartacee che stanno in uno scatolone nel sottotetto. Ho smesso quel tipo di diario circa 10 anni fa, in uno dei passaggi della mia vita. Quando sono andata a vivere da sola, ho deciso che forse era ora di voltare pagina, letteralmente, e chiudere la copertina dell’ultimo quaderno. 

Quindi no, non ho nessuna voglia di parlare di come vanno quelle giornate che sono sempre uguali, quelle in cui la sveglia suona sempre alla stessa ora, per otto ore si svolgono in ufficio e nelle successive cinque a casa. Non c’è nulla di originale o di interessante in queste giornate qui, nulla per cui vale la pena perdere tempo ad usare la tastiera.

Dimenticanze

Anche oggi mi sono dimenticata il foglio con il post. L’ho scritto ieri sera prima di leggere qualche pagina di un libro, sul blocco che tengo nel comodino per quando mi viene l’ispirazione. In fondo era un post come tanti altri, sull’insoddisfazione che mi prendere dopo giornate lavorative in cui arrivano solo rogne e problemi. Era un post in cui riflettevo sul fatto che alla mia età dovrei essere ormai arrivata a qualche risultato professionale e invece continuo a tendere a qualcosa di diverso. Era un post in cui mi chiedevo se avrò mai la volontà di cambiare la mia testa e di pensare in maniera alternativa alle mie capacità. Sempre le solite cose, alla fine.

Inizio

Sono cinque giorni che ci penso.

Non ho ancora capito quali dovrebbero essere i miei  buoni propositi per il 2009. Non mi viene in mente niente di diverso da quelli del 2008, alla fine, niente di più che vivere la vita in maniera dignitosa, facendo possibilmente cose che mi piace fare e non restare tutto il tempo a vegetare. 

Mi ero data una data di scadenza per il mio attuale lavoro e non sono riuscita a rispettata. Visto come gira in questo momento non la ripropongo, diventa data da destinarsi,  vedrò di utilizzare le 8 ore lavorative nel modo più possibile proficuo per me.

Per il resto, per mia fortuna, sto abbastanza bene nei miei panni, cercherò di tenerli sempre in ordine, puliti e stirati.