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sdoppiamento

Perché qui sono solo i fatti miei.
Perché avevo voglia di scrivere qualcosa di diverso.
Perché provo a non rincorrerre.
Perché a volte mi piacerebbe esprimere il mio punto di vista.
Perché il nome è importante.
Ho aperto un nuovo blog
Per ora c’è solo un post, ho sempre bisogno dei miei tempi per scrivere.

Il mio secondo barcamp

Forse dovrei scrivere un post pieno di link e recensioni.Ma che dire in più di quanto hanno detto altri?

Non posso parlare con cognizione di causa dell’argomento di questo barcamp, perché il mio lavoro con il web non ha nulla a che fare. Però ho seguito alcuni speech con molto interesse, anche se non applicherò molti concetti alla mia quotidianità.

Per tutti quelli ho conosciuto o rivisto posso solo dire grazie per avermi fatto sentire a mio agio, ho fatto meno tappezzeria del solito. Non faccio nomi, non mi va, perché non ci sono persone più e persone meno, ma penso che ci sarà chi mi leggerà e saprà di cosa sto parlando.

Ringrazio Fran per l’ottima organizzazione (questo è dovuto).

EDIT: Dimenticavo la cosa fondamentale: sabato ho passato la giornata al ParmaWorkcamp e la sera alla prima GGD Bologna.

Servizi alternativi

Al RomeCamp una delle sessioni si intitolava GAS 2.0. Ho assisito alla presentazione delle quattro ragazze sperando in qualche idea per il mio progetto, ma in questo caso le mie aspettative sono state del tutto disattese.

L’argomento di questo camp era incentrato su come utilizzare i servizi di un GAS senza le “rogne” di appartenenza al GAS.

I Gruppi di Acquisto Solidale pongono l’accento sulla sulla parola solidale, in virtù della necessità di agire in maniera che i propri gesti vadano in qualche modo rivolti verso gli altri. L’importanza dell’appartenenza al gruppo va quindi ricercata in un nuovo modo di gestire gli acquisti.

Troppo facile restare a casa ed attendere.

Entrare nel gas vuol dire arrivare ad una consapevolezza che magari non si ha quando si arriva in una realtà del genere, ma che si deve generare proprio con l’unione di più persone su temi importanti come l’ecologia, l’acquisto a Km 0, la qualità del prodotto. Se non si partecipa alle riunioni, come si può attuare un cambiamento?

Se è difficile entrare in un GAS per problemi logistici, allora preferisco la scelta di alcuni, di utilizzare un servizio come bioexpress, che propone articoli di un certo livello senza utilizzare delle etichette “alla moda” per agevolarsi il lavoro, ma che, invece pone l’accento sul biologico e sul servizio a domicilio in maniera corretta.

Riuscirò solo copiare o avrò delle alternative?

Ogni mattina mi sveglio con un post in testa.Poi arrivo in ufficio e leggo che qualcun altro ha scritto qualcosa di simile. Comincio a scrivere, ma mi sembra di dare l’impressione di ispirarmi a qualcosa di già detto perché non capace di qualcosa di mio e quindi lascio perdere.

Cosa scrivere sul blog è qualcosa di cui hanno parlato in molti, mi sono posta anche io il problema, non ho una professionalità che mi permette di scrivere qualcosa di specifico, anche le opinioni in merito a certi argomenti mi sembrano ben poca cosa rispetto a chi ne sa qualcosa in più di me. Posso solo parlare delle mie esperienze personali.

Poi Dania, giovedì scorso, ha chiesto: “Nel web 2.0 è meglio la megalomania, il vittimismo, l’autoironia o una quarta di reggiseno?” Non sono megalomane, non faccio (quasi mai) la vittima, non sono autoironica. Questo vuol dire che per avere un po’ di successo devo pubblicare foto dei miei reggiseni?

Non so cosa farò da grande

Spezzare le ferie tra giugno, agosto e settembre mi ha aiutato a passare l’estate in maniera quasi indolore e arrivare all’ultima parte dell’anno, quella che, sembra deciderà delle sorti mie e dei miei colleghi. 

Ormai sono anni che ormai il mio lavoro non mi piace più, forse troppo “tradizionale” rispetto al mondo che c’è “fuori”. Io sono un programmatore nel senso classico del termine, applicazioni client che usano il web solo come canale di comunicazione verso il server dei dati. E in un ambiente di lavoro come il mio le nuove tecnologie sono snobbate, se non addirittura vietate perchè non confromi alle poliche aziendali.

Per l’azienda però il mio lavoro non è più remunerativo, in quanto i costi italiani sono maggiori di quelli degli sviluppatori in aree emergenti e quindi potremmo a finire a fare quello che fa la maggior parte dei mie colleghi di altre sedi, diciamo generalmente un body rental. 

Io, a quasi 40 anni, non ho nessuna voglia di cominiciare ad andare in giro da clienti per tutta la settimana, partendo dalla mia piccola città. Ma non ho molta scelta, viste le proposte che ci sono in giro e le mie competenze in realtà limitate ad una piccola parte di quelle che sono le tecnologie informatiche. E’ anche vero che 7 anni fa sono stata traumatizzata da un’esperienza di 6 mesi a scrivere logiche per siti con ColdFusion e da allora ho sempre detto che la programmazione web non fa per me. 

Alla fine di tutto questo c’è che devo fare qualcosa per cercare di capire cosa voglio fare da grande. E non ne ho nessuna idea…